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Guida ai porti del Mediterraneo


Commissione Ue, bene accordo su emissioni marittime

02 novembre 2016 - "Intesa IMO è "pietra miliare" .Questo il commento a caldo della Commissaria Bulc. La Commissione europea "accoglie con favore" l'accordo raggiunto dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO) per ridurre le emissioni di gas serra nel settore, in particolare il provvedimento che organizza meglio il sistema globale di rilevamento con l'obbligo di raccolta dati sul consumo di carburante dalle navi. Tre settimane dopo l'intesa per il taglio delle emissioni nell'aviazione civile, "lo slancio per un'azione globale sul clima rimane forte", commenta la commissaria europea ai trasporti Violeta Bulc che definisce l'accordo IMO una "pietra miliare per un settore trasporti più pulito".
Tale decisione rimescola le carte e i grossi interessi in ballo : compagnie di bunker, fornitori di combustibili, armatori ma anche il mondo della cantieristica legata alla costruzione di unità navali con nuovi apparati di propulsione a emissioni inquinanti zero come il GNL (Gas Naturale Liquefatto). Il trasporto marittimo è una delle maggiori fonti di emissioni di sostanze inquinanti della famiglia dei solfati SOx, con il 13% del totale globale. Il carburante finora usato dalle navi è tra i più "sporchi". Può contenere una quantità di SOx fino a 3.500 volte più alta di quella permessa dagli standard diesel per i veicoli europei. Anche la quota di emissioni di NOx (Monossido d'azoto) del comparto è un rilevante 15%, mentre la CO2 (anidride carbonica) pesa per il 2,2% delle emissioni globali,
Per quanto riguarda l'anidride carbonica, però, non è stato fissato alcun paletto. L'Ue ha provato a esercitare pressioni in merito tramite la commissaria ai Trasporti Violeta Bulc, che comunque non si è spinta oltre la raccomandazione di raggiungere un'intesa sul tema entro il 2018. Sull'argomento emissioni marittime ha sempre posto l'attenzione Legambiente che nelle sue campagne ha sempre cercato di porre l'attenzione sul fenomeno. "Le vie d'acqua, interne o marittime, sono una delle alternative al trasporto su gomma, all'interno di una strategia - favorire il binomio treno-nave - per affrancare la logistica dal predominio dei Tir. - sostiene Legambiente - Oggi in Italia più dei due terzi delle merci si muove su strada, mentre meno di una tonnellata su sei prende la via del mare (la metà della media europea): un paradosso, se si considera la notevole estensione costiera del nostro Paese (oltre 8 mila km)"
Dopo questa breve premessa Legambiente punta il dito sull'inquinamento marittimo :"Il trasporto marittimo ha, tuttavia, un impatto ambientale non irrilevante". Afferma Legambiente - Ne sono responsabili soprattutto tecnologie vetuste, regole non adeguate, comportamenti illegali. Una quota notevolissima del trasporto marittimo è rappresentata dal traffico petrolifero: in Italia i due terzi circa. Il forte rischio di incidente, dovuto all'impiego di imbarcazioni vecchie e in pessime condizioni di manutenzione, e l'inquinamento prodotto dallo scarico illegale di acque di sentina e al lavaggio in mare delle cisterne, hanno conseguenze pesanti sui bacini e sui loro habitat. Proprio il trasporto di petrolio e dei prodotti della raffinazione - continua Legambiente - è la principale minaccia per il Mediterraneo: l'Unep (United Nations Environment Programme) stima che ogni anno finiscano nel Mare nostrum più di 100 mila tonnellate di idrocarburi, sufficienti a produrre una densità di catrame pelagico che è la più alta del mondo. Altro fattore di inquinamento sono gli scarichi in atmosfera prodotti dalle imbarcazioni. Il contributo del trasporto marittimo internazionale sul totale delle emissioni globali di CO2 - conclude Legambiente - è stimato di poco inferiore al 3%, con una quantità di gas raddoppiata dal 1997 a oggi".
Il futuro prossimo venturo dei trasporti marittimi è sempre più proiettato verso l'utilizzo del GNL . "HIGAS, la joint venture tra Gas & Heat, CPL Concordia e la norvegese Stolt-Nielsen, ha ricevuto l'approvazione governativa finale per la costruzione e la gestione dell'impianto di stoccaggio di GNL di piccola taglia a Santa Giusta (Oristano), in Sardegna". Lo riferisce una nota di LNG World News Recentemente il ministero dello Sviluppo Economico italiano ha approvato l'impianto di stoccaggio di 9.000-metri cubi in Sardegna, dopo che il progetto aveva ottenuto più di 15 autorizzazioni positive, compresa quella rilasciata il 4 ottobre al Ministero italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Quella della Sardegna è una posizione strategica nel Mediterraneo , mentre la Sicilia segna il passo. Appare evidente che le due isole maggiori italiane sono posizionate su rotte commerciali di primo piano per lasciarsi sfuggire l'occasione di mettere a disposizione le moderne "piattaforme di rifornimento GNL" per le navi che sempre più utilizzeranno questa nuova propulsione meno inquinante e più efficiente. "La società norvegese Stolt-Nielsen, - si legge nella nota di LNG World News - che ha acquisito il 10 per cento di interesse nel progetto con la possibilità di aumentare la sua partecipazione fino al 80 per cento, prevede di ordinare due metaniere di piccole dimensioni, di 7.500 metri cubi, che saranno utilizzate per rifornire di GNL l'impianto di stoccaggio, composto da sei serbatoi criogenici orizzontali di 1.500 mc ciascuno. La decisione Stolt-Nielsen dovrebbe essere presa una volta che saranno stati firmati gli accordi vincolanti di ritiro del GNL in Italia. Gianni D'Anna - © www.mediterraneo.harbours.net


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